Testimonianze fotografiche trasmesse sulla terra dalle sonde Mars Odyssey e Mars Express, riportano due aree della superficie marziana dove risultano ben visibili evidenti tracce di colate laviche. Ulteriori conferme dunque, relative attività vulcanica del Pianeta Rosso, composto da un sottosuolo molto simile a quello della terra.
Il Meridiani Planum
Meridiani Planum è una pianura situata al nord degli altipiani a sud di Marte, a metà strada tra le regioni di Tharsis e, a sud-est, di Hellas Planitia. Vista attraverso un telescopio, questa regione appare come una particolare macchia scura, prossima al cerchio dell’equatore marziano. Sulla sua superficie è possibile osservare un cratere da impatto del diametro di circa 50 chilometri, che appare ricoperto da una particolare materiale nero. Le foto scattate nel 2005 dalla sonda Mars Express, in orbita attorno al pianeta, hanno indotto gli scienziati a ipotizzare che questo materiale possa essere in realtà cenere vulcanica, come testimonierebbe l’area circondante il cratere, cosparsa da striature ed accumuli dello stesso materiale. Si potrebbe dunque pensare che questa coltre nera sia stata sollevata e trasportata a diversi chilometri di distanza dalla forza dei venti marziani. Rimane da comprendere se la presenza di questo materiale sia riconducibile ad un’attività vulcanica sviluppatasi in loco a seguito dell’impatto del meteorite, oppure provenga da molto, molto più lontano.
Le testimonianze di Mars Odyssey
Altre evidenti tracce di attività vulcanica possono essere rilevate dall’analisi delle foto scattate dalla sonda Mars Odyssey. In alcune di essere è possibile osservare sulla superficie del pianeta un’insolita formazione rocciosa dai contorni frastagliati, erroneamente scambiata ad una prima analisi per l’alveo prosciugato di un antichissimo lago. L’analisi del colore del materiale di cui è composta e l’insolita attività erosiva che le ha dato forma, ha portato gli scienziati a ipotizzare che sia composta in realtà da cenere vulcanica, materiale dalla densità molto bassa e quindi visibilmente differente dalla roccia che lo circonda. Le immagini, ricavate dal sistema di Thermal Emission Imaging della sonda, ritraggono una formazione che si estende per circa 10 chilometri, all’interno di un cratere dal diametro molto esteso.
Foto: Stefan Kuhn – Fotolia
Spettacolo mozzafiato osservabile soltanto nelle regioni polari del nostro pianeta, le aurore boreali sembrano essere ancora più affascinanti quando viste dallo spazio, come testimoniano le immagini trasmesse dal satellite della NASA IMAGE e le foto scattate dagli astronauti della stazione orbitante internazionale nell’ottobre del 2011.
Cefeo è una delle 88 costellazioni moderne, confinante con l’Orsa Minore e il Cigno. Prende il nome dal mitico Re dell’Etiopia, padre di Andromeda e marito di Cassiopea. Oltre ad essere composta da 5 stelle particolarmente brillanti, Cefeo è anche teatro di un particolarissimo fenomeno astronomico, conosciuto come il “bagliore fantasma”.
Organismo forse poco noto al grande pubblico, l’Unione Astronomica Internazionale (IAU) riunisce le società astronomiche di tutto il pianeta. Fondata nel 1919, ha sede a Parigi e si costituisce come organizzazione internazionale non governativa composta da 68 paesii e 10003 membri individuali.
Per chi crede nell’esistenza di vita extraterrestre il passo è breve: l’analisi di una grande quantità di fotografie scattate sulla Luna e su Marte avrebbe infatti rivelato la presenza di curiose costruzioni e configurazioni architettoniche sulla superficie dei due pianeti. Effetti ottici di luci e ombre o vere e proprie costruzioni aliene?